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Cucina torinese




Il cibo e' letteralmente uno dei piatti forti della citta, che recupera e sintetizza un po' l'intera cultura piemontese: non si puo raccontare Torino e senza far cenno alla ricette che ne hanno segnato la storia e ne racchiudono la tradizione, percio, anche se vi fermate per poco sotto la Mole, la cucina torinese merita qualche ora del vostro tempo.

La situazione gastronomica attuale di Torino e sostanzialmente tripartita: in primo luogo ci sono i grandi ristoranti cittadini, che rappresentano la vetta della gastronomia piemontese; in secondo luogo ci sono le trattorie, quelle tradizionali e quelle piu innovative, che uniscono la passione per le vecchie ricette a un tocco di modernita; infine i numerosi locali etnici che propongono un'alternativa interessante a chi voglia esplorare nuovi territori gastronomici.

I grandi piatti della cucina torinese nascono dalla sintesi tra cucina del territorio e cucina di corte, filosofia nata nella Torino capitale del Regno dei Savoia.

Torino non e refrattaria al nuovo, ma lo rielabora: ne attenua gli eccessi e lo rende subalpino. Ad esempio, prima le ondate migratorie dal Sud hanno portato il gusto per il pesce di mare fresco, che oggi si puo trovare anche nei ristoranti della gastronomia piu tradizionale.



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Aperitivo

La nostra serata inizia verso le 19:30: e l'ora dell'aperitivo, vera e propria tradizione a Torino, che oltretutto ne vanta l'invenzione. Pare infatti che sia stato proprio un torinese, Antonio Benedetto Carpano, ad inventare, nel 1786, il Vermouth prodotto con vino bianco addizionato ad un infuso di erbe e spezie.

Oggi l'aperitivo e piu che altro un rito, anche se senza schemi fissi: viene preparato nei locali ``storici'' come in quelli ``alla moda'', puo durare ore o pochi minuti, puo consistere in un bicchiere di vino o un cocktail.

L'aperitivo e accompagnato da un buffet, che puo trasformarsi in una cena improvvisata; possiamo trovare assaggi di pasta o risotti, tramezzini e salatini, le classiche patatine e perfino taglieri di salumi e formaggi tipici piemontesi.



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Antipasti

Anche fra gli antipasti della cucina torinese, e piemontese in generale, offrono un'ampia gamma di scelta: in genere si va dalle frittatine alla carne all'albese, dalle insalate al vitello tonnato, dai tomini sott'olio alle carni condite fino ai vol au vent.



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Primi piatti

La pasta, rigorosamente fresca e fatta in casa, viene cucinata in tante forme e combinazioni diverse: primi fra tutti gli agnolotti e le tagliatelle; provateli conditi con il sugo d'arrosto o con una grattata di tartufo o con i funghi. Ricordiamo poi i tajarin fatti con la pasta all'uovo, le zuppe con pasta di grano saraceno, i ravioli burro e salvia e i risotti con fagioli e salame.



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Secondi piatti e formaggi

I secondi piatti esaltano la vocazione rurale del territorio: troviamo carni brasate nel vino o bollite e la tipica bagna caoda, antica salsa contadina in cui si intingono verdure crude e bollite.

Anche la lista dei formaggi tipici e ricca e variegata. Il piu famoso prodotto caseario piemontese e sicuramente il gorgonzola, ``inventato'' nel `200; citiamo poi il Bra d'alpeggio, il Bruss, il Castelmagno, il dolce Murazzano, il Raschera, la robiola di Roccaverano, la Toma piemontese, il Bettelmat, il Cachat, i caprini di Rimella e ossolani, il Montebore ecc.



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Dolci e cioccolato

Per quanto riguarda il dessert, vi ricordiamo di assaggiare il bonet con cioccolato e amaretti, le piccole bignole, la torta alla nocciola e al cioccolato gianduja, lo zabaglione e il torrone alle nocciole.

Una parola in piu tocca al cioccolato: ricordiamo che e torinese il famoso gianduiotto.. e non dimenticatevi di concludere la cena con il famoso bicerin.



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Piatti tipici stagionali:
Primavera: piatto tipico invernale-primaverile sono le cabiette, tipico della zona di Bardonecchia in Val di Susa: un primo piatto piuttosto insolito, a base di patate crude grattugiate, cipolle, farina di segala, ortiche, formaggio magro e uova.

Anche i caponet sono un piatto primaverile, molto gustoso e piuttosto raro: ce ne sono di due tipi, quelli di Alba (fiori di zucca riempiti carne lessata o arrostita, salame cotto, prezzemolo, aglio, uova e parmigiano e poi fritti in burro) e quelli di Vercelli (avvolti invece in foglie di cavolo appena scottate e contengono anche riso lessato).

La primavera, si sa, e anche la stagione delle frittate, fatte approfittando delle belle e buone erbe che crescono nell'orto e nei campi.

Un altro grande piatto della cucina primaverile e il fritto misto, che rappresenta piu di altri piatti piemontesi un inno alla bravura del cuoco: se un cuoco sa fare un buon fritto misto, ha l'arte della cottura, e anche la fantasia (molti accusano la cucina piemontese di non averne).

Per quanto riguarda il pesce, un altro piatto primaverile e la tinca in carpione; in questo modo si trovano fatte anche carpe, anguille e trote.

Il vitello tonnato, infine, e tra i piu classici piatti di antipasto piemontese



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Estate: in estate molti cibi si mangiano nei vari bagnet, tipici di questa regione: i cuochi piemontesi ne producono in gran quantita dando prova di fantasia anche per la ricchezza di componenti.

In estate, molti ristoranti, cominciano ad inserire nel loro menu il camoscio: pregiatissima e rara, la sua carne di camoscio e alla base del camoscio stufato, piatto tipico piemontese e anche valdostano.

Altro piatto estivo sono le cipolle ripiene, che nascono per tradizione a Settimo Torinese, dove per anni hanno rappresentato il piatto tipico dell'ultima domenica di agosto.

Molti ristoranti, inoltre, propongono un piatto di rane, che se una volta erano cibo povero, acchiappate nelle risaie, oggi sono invece molto care.

D'estate si mangia poi il coniglio, animale fondamentale nella cucina piemontese: lo si trova dappertutto e viene cucinato e presentato in cento modi diversi.

Tra i dessert, quello tipico per l'estate e un bel piatto di pesche ripiene.



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Autunno: piatto forte dell'autunno torinese e il tartufo bianco, da provare sull'insalata di carne cruda, sui tajarin (varie paste compresi gli agnolotti), sulla fonduta, sull'uovo all'occhio di bue, sul prosciutto crudo con un goccio d'olio, sui formaggi a pasta delicata e di giusta stagionatura o da solo con un filo d'olio.

Nei tempi passati l'autunno era la stagione degli agnolotti, che oggi si trovano e si mangiano tutto l'anno. Con i ravioli, gli agnolotti sono uno dei primi piu classici della cucina piemontese.

In autunno si comincia a sentire un intenso odore di aglio e acciughe: e il segnale di Bagna Caoda, il piatto tipico torinese per antonomasia. Come nella tradizione torinese in cui cucina di contado e cucina di corte si fondono seguendo la filosofia culinaria sabauda, anche qui si fondono riciclo e riutilizzo (propri dell'autentica tradizione contadina) e tocchi di insolito, inedito, persino esotico, raffinatezze da ``corte''. La Bagna Caoda nasce espressamente per utilizzare le verdure del tardo autunno, cavoli e cardi amari, e ma preparata curiosamente con ingredienti che arrivano praticamente tutti da fuori, escluso l'onnipresente aglio.

E a cavallo tra l'autunno e l'inverno e anche l'epoca del bollito, piatto che ormai si trova, piu o meno in tutta Italia settentrionale e anche all'estero, ma quello piemontese non ha eguali per ricchezza e composizione.

Altro piatto autunnale: il brasato, il cui nome originale e ``Bue brasato al Barolo''; la carne piu pregiata nella tradizione piemontese (il bue) e il miglior vino della regione (il Barolo). Per quanto riguarda la carne cruda ne esistono numerose versioni, dall'albeisa al carpaccio.

A fine pasto, in autunno, i torinesi si bevono un buon cichet, vale a dire un goccio, un bicchierino di liquore (grappa per lo piu), ma talvolta anche di vino.

L'autunno e anche la stagione migliore per i funghi, di cui possiamo trovare tutte le qualita: i piu conosciuti e diffusi sono i porcini, gli ovuli, i pinaioli, i gallinacci, i prataioli, i chiodini, etc. Alcuni si mangiano crudi in insalata, con olio e limone; la maggior parte si mangiano in umido, con aglio e prezzemolo; altri vengono usati per preparare sughi; i porcini, infine, vengono mangiati tradizionalmente impanati e fritti, oppure alla griglia o al verde.

Nell'autunno comincia infine la grande stagione piemontese dei dolci e della pasticceria, di cui la cucina regionale e straordinariamente ricca.

Il tutto accompagnato dai pregiati vini piemontesi



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Inverno: generoso e abbondante, l'inverno in Piemonte e la stagione dell'uccisione del maiale e percio di tutti i cibi che ne derivano: salami, prosciutti, salsicce ecc.

Tra i piatti invernali che nascono dal maiale ci sono anche la tofeja (una specie di zuppa di fagioli, arricchita con erbe, con l'orecchio, il piede e la cotenna del maiale) e le fresse (fegato di maiale tritato con carne e ginepro e fritto nel burro o nello stesso grasso di maiale), ormai quasi introvabili.

Un altro piatto invernale e l'urbelecche, una specie di bollito misto con molte qualita di carni e verdure.

In inverno ``maturano'' il cappone, che infatti troviamo tipicamente nei cenoni di Capodanno, e l'oca, con tutti i piatti che ne derivano, dal salame al prosciuttino, dall'oca ai marroni o alle mele; la tradizione dell'oca e nata nelle colonie di Ebrei presenti in passato in quella zona, la cui religione vietava la carne di maiale e suggeriva appunto l'oca.

La polenta, in tutte le sue infinite variazioni e adattamenti, e la regina dell'inverno.

In alcune zone e ancora viva la tradizione della polenta a l'Aire `d l'us (polenta all'aria dell'uscio), che e un modo pittoresco per dire polenta e nient'altro. Altri modi di servire la polenta sono le miasse (crostini di polenta), la puccia (sorta di polentina molle con cavoli e maiale), o il puut (polentina liquida a base di acqua, farina di frumento, burro e sale; piatto povero delle campagne, oggi quasi introvabile, veniva servita calda con latte freddo).

Invernale e poi la fonduta, il piu classico e conosciuto dei piatti della cucina piemontese.

Tra le verdure tipiche della stagione invernale, oltre a quelle abituali, ci sono i tapinambour, il che porta sulla celeberrima bagna caoda, piatto che piu invernale non si puo, con il suo rito di mangiare collettivo.

Tra i dolci troviamo i marrons glaces; e raro che siano i ristoranti a prepararli, sono anche pochi i pasticcieri che li fanno ancora,: nel cuneese, tuttavia, c'e un'azienda (artigianale ma di una certa dimensione) che rifornisce grande parte del mercato piemontese, italiano ed estero.

Altri dolci tradizionali di fine anno sono il Monte Bianco, il bonet, la panna cotta, le torte di nocciola, di mele o di pere cotte.



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Dettaglio piatti

Antipasti

Carne all'albese

La carne all'albese e girello affettato sottilmente con un'emulsione di olio d'oliva, sale, pepe e succo di limone (se vi piace, potete aggiungere anche un pochino di aglio schiacciato e una punta di senape), parmigiano a scaglie o tartufo bianco.

Vitello tonnato

Il vitello tonnato e composto da una parte di carne e una parte di salsa.

Per fare la carne servono girello di vitello, una cipolla, una carota, un gambo di sedano, uno spicchio d'aglio, qualche foglia di prezzemolo, alloro, rosmarino, salvia, timo, due chiodi di garofano, una o due bacche di ginepro, pepe in grani, un litro di vino bianco secco e un'acciuga.

Per fare la salsa dovete procurarvi invece quattro uova sode, tonno sott'olio, mezzo bicchiere d'olio di oliva, un cucchiaio di capperi, filetti d'acciuga, aceto, sale e pepe.

Dovete mettervi all'opera molto prima del pasto: infatti, dovete mettere la carne a marinare per dodici ore nel vino con tutte le verdure e le spezie, girandola un paio di volte affinche ne assorba gli aromi.

Al momento di cuocere, portate a bollore la marinatura versandoci dell'acqua (tanta quanta ne serve per coprire la carne), aromatizzandola ulteriormente con un'acciuga, diliscata e tagliata a pozzetti. Quindi introducetevi la carne e portate a cottura, lasciando che il liquido si rapprenda bene, senza salarla.

Nel frattempo, passate al setaccio o al mixer le uova sode, le acciughe, i capperi e il tonno, poi emulsionate bene il tutto con l'olio ed equilibrate il sapore con qualche goccia d'aceto, e se necessario aggiungete sale e pepe.

Un suggerimento: la salsa deve avere consistenza cremosa; se risultasse troppo densa, diluitela con un po' del brodo di cottura della carne.

A questo punto le due parti sono pronte: non vi resta che servire la carne in fettine sottili coperte di salsa tonnata.

Una variante della salsa si ottiene preparando una comune maionese (uova, olio d'oliva, succo di limone, un po' di sale) e aromatizzandola poi con tonno, capperi, acciughe, qualche goccia d'aceto balsamico o salsa Worcester ed emulsionando il tutto.

Grissini

L'invenzione di questo ``panatico'' e contesa tra Biella, Chivasso, Lanzo e Torino. La versione del capoluogo racconta che Carlo Emanuele chiese al panettiere di corte Antonio Brunero un pane ben cotto per evitare il propagarsi di pestilenze. Nacque cosi il ghersino, ovvero una ghersa (pane lungo e sottile) ancor piu piccola. Da li nacque il grissino, ora presente in due varianti: ``stirato'' e ``rubata'', cioe arrotolato a mano.

Primi piatti

Tajarin delle Langhe

Per cucinarvi questo famoso primo piatto dovete procurarvi numerosi ingredienti: fegatini di pollo e coniglio, entraglie di pollo, lardo, sedano, carota, cipolla, funghi, vino rosso, Marsala, salsiccia, parmigiano, aglio, prezzemolo, salvia, rosmarino, burro, olio e sale.

Adesso mettete al fuoco una casseruola con olio, burro, lardo, un trito di cipolla, carota, sedano, aglio, prezzemolo, salvia e rosmarino; quando le verdure saranno appassite bagnatele piu volte con il vino rosso. Rosolate poi nel vostro soffritto i fegatini e le entraglie tagliati a pezzetti, unendo poi i funghi tritati con un po' di salsiccia sbriciolata e versando alla fine qualche cucchiaio di marsala e salsa di pomodoro. Cocete i tagliolini, scolateli e conditeli con il sugo mantecando con burro e formaggio.

Agnolotti

Gli agnolotti sono una sorta di ``tortelli'' rettangolari ripieni solitamente di carne, verdura, formaggio. Nella loro versione classica sono serviti nel sugo d'arrosto o con la fonduta. La variante piu nobile e invece costituita dai cosiddetti agnolotti al plin, ovvero quelli prodotti a mano e fatti a sacchetto (il ``plin'' e appunto il pizzico con cui si chiude la pasta).

Secondi piatti

Brasato al Barolo

Per preparare questo secondo servono vino Barolo, vitello da brasato, lardo tritato, uno spicchio d'aglio, burro, una carota, un gambo di sedano, lauro, mezza cipolla, chiodi di garofano, sale, pepe, farina, cannella, un bicchiere di rum.

Prendete il vitello da brasato e fatelo rosolare a fuoco vivo con uno spicchio d'aglio, una carota, quattro o cinque chiodi di garofano, rosmarino, burro, lardo tritato, un gambo di sedano, mezza cipolla, lauro, sale, pepe e cannella; il tutto versando e aggiungendo ripetutamente vino Barolo. Con acqua calda coprite la carne e fatelo cuocere per un'ora e mezza a fuoco moderato, facendo condensare verdure e sugo. Infine, alcuni minuti prima di portarlo in tavola, versateci un bicchiere di rum e completate il vostro piatto tagliando la carne in fettine e coprendola con il sugo.

Bagna Caoda

Questo e il piatto piemontese per eccellenza: un sughetto caldo a base di olio di oliva, aglio e acciughe in cui si intingono svariate verdure, dai cardi gobbi ai peperoni (perfetti quelli di Carmagnola), dai topinambur ai cavoli.

Bollito misto

Le carni che compongono il bollito misto sono di tutti i tipi: dai tagli piu classici alla lingua e le cervella. Accanto ad esse sono protagoniste le salse, o ``bagnetti'': il classico bagnetto verde (aglio, prezzemolo, uova, acciuga), quello rosso (al pomodoro e peperoncino), quello giallo (alla senape) e la tipica cogna, mosto d'uva cui vengono aggiunti pere, mele, nocciole e fichi.

Finanziera

La finanziera rispecchia la mentalita di ``riciclo'' tipica della cucina piemontese. Nato nell'astigiano, in origine non era infatti altro che un modo per riciclare le rigaglie dei polli. Oggi la ricetta prevede che creste, bargigli, granelli, fegatini di pollo, flietti di manzo, fesa e animelle di vitello vengano cotti con funghi sottolio e sottaceti, burro e Marsala; piatto evidentemente non leggero, ma imperdibile.

Tartufo

Il re della gastronomia piemontese non puo che essere il tartufo. Il migliore e quello bianco d'Alba, ma sono ottimi anche quelli di quercia, pioppo, tiglio, o salice, da mettere sulle uova fritte, sulle tome, sui tajarin, sulla fonduta. Numerose le sagre dedicate al tartufo: quella di Alba, Asti, Acqui e tante altre.

Dessert

Bonet

Il bonet e un dolce tipico al cucchiaio, a base di amaretti, cacao, uova, panna e caramello; viene servito freddo ed e la perfetta concluisione di un vero pranzo ``alla piemontese''

Sull'origine del nome si sono succedute numerose versioni. I dizionari di Italiano/Piemontese spiegano che il termine ``bonet'' indica il berretto portato dagli uomini nelle campagne, e questo dolce si chiama cosi perche lo stampo di rame e di alluminio nel quale e cotto e simile a un cappello da cucina (``bonet 'd cusin-a'').

L'ipotesi piu curiosa e piu accreditata nelle Langhe (zona d'origine del dolce) lascia intendere che il dolce sia stato chiamato cosi perche veniva servito alla fine del pasto, come cappello a tutto cio che si era mangiato. Infatti, prima di uscire di casa o da un locale chiuso, dopo essersi vestiti, si indossava, come ultimo indumento, il bonet e, quindi, per similitudine, il dolce di fine pasto prese questo nome.

Bicerin

Il cosiddetto bicerin e una delle piu antiche e tipiche bevande piemontesi: un ``bicchierino'' di cioccolata, caffe e latte. A meta dell'800, al culmine del suo successo, si degustava in tre varianti: pur e fior (caffe e latte), pur e barba (caffe e cioccolata) e un po'd tut (latte, caffe, cioccolata).

Gianduia<Gianduiotti

Il cioccolato gianduia e i suoi ``figli'' gianduiotti nascono nel 1865, quando per la prima volta Michel Prochet e i pasticceri torinesi mischiarono la nocciola tonda delle Langhe e il cacao, in occasione del Carnevale; da qui il nome, che si rifa a Gianduia, maschera tipica di Torino.

Questo connubio tra cacao e nocciole tostate ha rivoluzionato i gusti e segnato un'epoca per la produzione dolciaria, prima artigiana e poi industriale. Da allora queste delizie piemontesi hanno fatto il giro del mondo e conquistato i mercati internazionali, come nel caso della Supercrema, che altro non e che il nome originale della Nutella, prodotta dall'albese Ferrero.

Zabajone

Lo Zabaione e uno dei piu classici dolci torinesi che ormai si trova ovunque, magari accompagnato con paste di meliga.

La ricetta si deve al francescano Pasquale de Baylon, ospitato nel `500 nella chiesa di San Tommaso, che preparo questo dolce con un tuorlo d'uovo, due cucchiai di zucchero, due gusci d'uovo di vino marsalato, uno d'acqua.

Il frate divenne poi Santo e il dolce prese il nome di ``San Bayon'', pronunciato ``sambaiun'' e da qui ``zabaione''. Dal `700 San Pasquale de Baylon e protettore dei cuochi.



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Vini:
Il nuovo avanza anche in un settore di tradizione consolidata come quello delle mescite di vino. In principio erano le piole, quelle dei racconti di Pavese, oggi sono le vinerie, che propongono raffinatezze enologiche a giovani sempre piu interessati al piacere del bere bene. Si spazia da vecchie osterie che si sono date un po' di tono, ai locali storici che si sono scoperti una nuova vocazione, ai luoghi d'atmosfera aperti nel centro storico.

Ed ora qualche consiglio. Accompagnate gli antipasti tipici, sia freddi sia caldi, con il Freisa, vino dal profumo delicato prodotto dal `600 sui colli torinesi. Scegliete l'Erbaluce di Caluso, vino bianco dal profumo fruttato, per accompagnare primi a base di pasta fresca (ad esempio gli agnolotti) e secondi di pesce; con carne e selvaggina, provate i vini rossi dal sapore robusto, come Barbera e Bonarda.

Se anche il dolce vuole il suo vino, vi consigliamo il dolce e fragrante Malvasia; ai palati piu fini consigliamo di provare invece il sapore vellutato del bianco passito di Caluso, specialmente con torte farcite e zabaione.



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Dettaglio vini:
Il Barolo, prodotto a sud-ovest di Alba, nella cosiddetta Langa del Barolo, e un vino dalle caratteristiche uniche determinate dal complesso profilo geologico della zona.

La sua storia e importante: gia nel `700 aveva estimatori in tutta Europa e agli inizi dell'800 comincio a essere prodotto con le caratteristiche attuali.

Grazie alle caratteristiche organolettiche e alla sua grande struttura, il Barolo si dimostro subito vino adeguato all'invecchiamento e all'esportazione. Il suo successo europeo porto nel 1908 alla delimitazione della zona d'origine e, nel 1934, alla fondazione del ``Consorzio di Tutela'' insieme al Barbaresco; del 1966 e il riconoscimento della DOC e al 1980 quello della DOCG.

Cesare Pavese diceva: ``Tre nasi sono quel che ci vuole per il Barolo''.

Il Barolo trova il giusto abbinamento con piatti come arrosti di carne rossa, brasati, cacciagione, selvaggina, cibi tartufati, formaggi a pasta dura e formaggi stagionati. Le ricette piu note e tradizionali sono il Brasato al Barolo, il Risotto al Barolo, il Manzo al Barolo, l'Anguilla Piemontese al Barolo e lo Stracotto al Barolo.

In onore del Barolo la regione organizza molte sagre e feste, come la Festa del barolo che si svolge a settembre nell'omonimo comune.

Bonarda

E un antico vino piemontese delicato, sui 12 gradi, dal colore rosso rubino e ottenuto da un'uva nera chiamata Bonarda piemontese. Si produce in quasi tutto il Piemonte, ma soprattutto nella zona prealpina da Torino a Novara e nel Monferrato.

Barbera

Questo vino rosso rubino molto antico (il nome risale a prima dell'anno Mille) e tra i piu consumati in Piemonte ed e citato anche nella letteratura italiana classica da grandi poeti come Giosue Carducci e Giovanni Pascoli.

Ne esistono ben quattro tipologie DOC: la Barbera d'Alba, dal sapore asciutto e un po' acido, di gradazione alcolica 12 gradi e invecchiata almeno di un anno; la Barbera d'Asti, anch'essa dal sapore asciutto e acido, di minimo 12,5 gradi e un anno di invecchiamento; la Barbera dei Colli Tortonesi, vino secco, vivace e robusto, di minimo 12 gradi, puo essere fatta, oltre che con le uve Barbera, anche con un 15% di uve Freisa, Bonarda e Dolcetto; infine la Barbera del Monferrato, dal colore rosso intenso e dal sapore asciutto, fatta con uve Barbera dal 75 al 90% e un'aggiunta di uve Freisa, Grignolino e Dolcetto, puo essere lievemente frizzante; si puo bere ``giovane'', cioe gia l'anno seguente alla vendemmia.

Freisa

E un vino rosso scuro il cui nome deriva dal francese fraise (fragola), di cui profuma. Esiste sia la varieta amabile sia la secca, nasce dall'uva omonima e puo essere bevuto l'anno dopo la vendemmia. Durante le epidemie di peste del `500, a Chieri veniva usata come unico rimedio contro il contagio.

Proviene da due distinte zone di origine, Asti e Chieri: la Freisa d'Asti ha un colore rosso granato o anche rosso ciliegia chiaro e un netto profumo (e anche gusto) di lampone; la Freisa di Chieri nel colore tende al rubino non troppo intenso e da ``giovane'' ha un gusto leggermente acidulo, che si ammorbidisce invecchiando.

Erbaluce

L'Erbaluce, detto anche Albaluce, e un vino bianco ottenuto dall'uva omonima, coltivata nella zona di Caluso e del Lago di Candia, in provincia di Torino. E un vino non ancora molto famoso nonostante sia molto ricercato dagli esperti per le sue ottime qualita di vino da pasto.

L'Erbaluce ha un colore giallo paglierino, un sapore secco, fresco, raggiunge gli 11 gradi e di solito e consumato entro il suo primo anno di vita.

Malvasia

Le Malvasie piemontesi sono vini rossi, dolci, fragranti, leggermente aromatici. Sull'origine del nome esista una leggenda: un certo Adimaro, colono del feudatario di Nus, venne sorpreso da questi mentre portava in chiesa del vino per il parroco, ottenuto da una vigna coltivata all'insaputa del padrone. Il feudatario volle sapere di che liquido si trattasse e Adimaro rispose: ``succo di malva''. Il padrone non si fido e volle assaggiare; allora Adimaro, temendone la collera, invoco il miracolo: ``che malva sia, per favore, mio Dio'', e il vino si trasformo veramente in succo di malva; da allora sarebbe rimasto il nome ``malva - sia''.

La Malvasia di Casorzo puo essere fatta con aggiunte fino al 10% all'uva Malvasia e ha colore rosso rubino o rosso ciliegia; la Malvasia di Castelnuovo Don Bosco e fatta con uve Malvasia di Schierano con aggiunta di Freisa ed e color rosso ciliegia; entrambe non superano i 10,5 gradi e non tutti sviluppata in alcol, ma ancora in tenore zuccherino (esiste anche qualche varieta spumante); di solito si bevono l'anno seguente la vendemmia.

Passito di caluso

Secondo la tradizione il Passito di Caluso nasce nel Canavese nei primi secoli dopo il Mille, sull'onda dell'entusiasmo per il ``vino greco'', un tipo di vino ricco di alcol, dolce e fortemente aromatico; i produttori piemontesi iniziarono cosi a coltivare vitigni adatti e ancora oggi molti vitigni in Piemonte vengono chiamati ``greci''

E l'unico vino in Italia che richiede almeno sei mesi di appassimento naturale (cioe senza alcuna forzatura), dai primi di settembre alla fine di febbraio dell'anno successivo alla vendemmia, poi i grappoli vengono disposti su graticci o appesi ai fili e solo dopo 4 anni di invecchiamento e 5 per la ``riserva'' puo essere venduto e bevuto. Il Caluso Passito, inoltre, e uno dei pochi vini che regge benissimo l'invecchiamento: un Caluso Passito di oltre 50 anni fa mantiene ancora tutte le sue qualita.

Ha un colore dorato o simile all'ambra scura, un sapore dolce e vellutato e minimo 13,5 gradi; e un tipico vino da dessert, ma anche accompagnare ai formaggi e da ``meditazione''.

Vermouth

I grandi vini del Piemonte non sono torinesi, ma lo e un grande liquore: il vermouth. Infatti, sebbene il nome derivi dal tedesco ``assenzio, amaro'', il liquore ha invece natali torinesi

In realta, il vermouth e un vino ``truccato'' con erbe e spezie, ed il vino aromatizzato ha invece origini antichissime: le prime testimonianze della sua esistenza risalgono al 400 a.C. e nell'antica Grecia la bevanda era piuttosto diffusa. Nel Medio Evo il vino aromatizzato si arricchi di spezie giunte dall'Estremo Oriente e, piu tardi, dal Sud America. La prima capitale italiana della produzione del vino aromatizzato fu Venezia, ma il Piemonte (e specialmente Torino) divento punto di riferimento internazionale perche le erbe e gli aromi delle Alpi e la produzione dei vini secchi davano notevole vantaggio.

La tradizione vuole che a Torino il vermouth sia stato inventato nel 1786 in una piccola bottega sotto i portici dell'odierna piazza Castello, di proprieta del signor Marendazzo, il cui aiutante si chiamava Antonio Benedetto Carpano. Questo ragazzo, arrivato a Torino dal Biellese, aveva molto apprezzato il vino moscato e aveva deciso di ricavarne un vino aromatizzato, aggiungendogli erbe e spezie delle sue valli, secondo antiche ricette imparate da alcuni frati. Cosi nacque il vermouth e la piccola bottega divenne ben presto ritrovo dei torinesi, entusiasti del nuovo vino aromatizzato; perfino il duca Vittorio Amedeo III apprezzo tanto il nuovo liquore da proclamarlo aperitivo di corte.

La ricetta di Carpano non era che una variante di quelle gia note da tempo ai produttori torinesi, ma fu la prima che diede l'impulso alla grande produzione del vermouth italiano, che ebbe da allora in Torino la propria capitale.

Nell'800 i grandi produttori di vermouth cominciarono ad esportare, prima in Europa e poi in America; ancora oggi il vermouth costituisce il 25% delle esportazioni italiane di vino nel mondo.



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Ristoranti tipici:
  • Anaconda
    • Indirizzo: via Angiolino 16, TO
    • Tel: +39 011 752903
    • Chiusura: sabato
  • Antica Trattoria con calma
    • Indirizzo: strada Cartman 59, TO
    • Tel: +39 011 8980229
    • Chiusura: lunedi
  • Ciau Pais
    • Indirizzo: via Pinerolo 10, TO
    • Tel: +39 011 284688
    • Chiusura: domenica
  • Da Giuseppe
    • Indirizzo: via san Massimo 34, TO
    • Tel: +39 011 8122090
    • Chiusura: lunedi
  • Da Ivo
    • Indirizzo: corso Novara 75, TO
    • Tel: +39 011 852806
    • Chiusura: lunedi
  • Decoratori e Imbianchini
    • Indirizzo: via Lanfranchi 28, TO
    • Tel: +39 011 8190672
    • Chiusura: mercoledi
  • Del Cambio
    • Indirizzo: piazza Carignano 2, TO
    • Tel: +39 011 546690
    • Chiusura: domenica
  • Due Mondi
    • Indirizzo: via San Pio V 3d, TO
    • Tel: +39 011 6692056
    • Chiusura: domenica e lunedi a pranzo
  • Garden
    • Indirizzo: strada Val Salice 2, TO
    • Tel: +39 011 6603943
    • Chiusura: lunedi e martedi a pranzo
  • Giudice
    • Indirizzo: strada Val Salice 78, TO
    • Tel: +39 011 6602020
    • Chiusura: martedi
  • Goffe del Lauro
    • Indirizzo: corso Casale 117, TO
    • Tel: +39 011 8190619
    • Chiusura: martedi e mercoledi a pranzo
  • Grancarlo
    • Indirizzo: via Magenta 2, TO
    • Chiusura: lunedi
  • Ij Brande
    • Indirizzo: via Massena 5, TO
    • Tel: +39 011 537279
    • Chiusura: domenica e lunedi a pranzo
  • La nuova Topia
    • Indirizzo: corso Moncalieri 478, TO
    • Tel: +39 011 6610435
    • Chiusura: lunedi
  • Monferrato
    • Indirizzo: via Monferrato 6, TO
    • Tel: +39 011 8190674
    • Chiusura: sabato pranzo, domenica
  • Monferrino
    • Indirizzo: via Torino 197, San Mauro (TO)
    • Tel: +39 011 8986433 / 011 8986700
    • Fax: +39 0118 216049
    • Chiusura: domenica e lunedi a pranzo
  • Perbacco
    • Indirizzo: via Mazzini 31, TO
    • Tel: +39 011 882110
    • Chiusura: domenica
  • Piola del Villaretto
    • Indirizzo: strada Villaretto 168, TO
    • Tel: +39 011 2620276
    • Chiusura: domenica
  • Porto di Savona
    • Indirizzo: piazza Vittorio Veneto 2, TO
    • Tel: +39 011 8173500
    • Chiusura: lunedi e martedi a pranzo
  • Savoia
    • Indirizzo: via Corte d'Appello 13, TO
    • Tel: +39 011 4362288
    • Fax: +39 011 4362288
    • Chiusura: sabato a pranzo e domenica
  • Taverna delle Rose
    • Indirizzo: via Massena 24, TO
    • Tel: +39 011 538345
    • Chiusura: domenica
  • Trattoria Torricelli
    • Indirizzo: via Torricelli 51, TO
    • Tel: +39 011 599814
    • Chiusura: domenica e lunedi a cena
  • Tre Galli
    • Indirizzo: via S. Agostino 25/b, TO
    • Tel: +39 011 4319198
    • Chiusura: domenica
  • Tre Galline
    • Indirizzo: via Bellezza 37, TO
    • Tel: +39 011 4366553
    • Chiusura: domenica e lunedi a pranzo
  • Vecchio Lingotto
    • Indirizzo: via Nizza 333b, TO
    • Chiusura: domenica
  • Vecchio Piemonte
    • Indirizzo: corso Vinzaglio 21, TO
    • Tel: +39 011 538338
    • Chiusura: domenica


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    Ristoranti 'etnici':

    Cucina messicana:

    Las Rosas Taqueria Mexicana El Centenario Malibu
    • Indirizzo: Via Santa Giulia 57, TO
    • Tel: +39 011 817137
    • Chiusura: lunedi

    Cucina cinese:

    Hong Kong
    • Indirizzo: Via Goito 4, TO
    • Tel: +39 011 6699332
    • Chiusura: lunedi
    La via della seta
    • Indirizzo: corso Casale 160, TO
    • Tel: +39 011 8190557
    • Chiusura: martedi
    King Hua
    • Indirizzo: corso Racconigi 30 bis, TO
    • Tel: +39 011 331967
    • Chiusura: lunedi
    Mister Hu
    • Indirizzo: Via Mercanti 16, TO
    • Tel: +39 011 537171

    Sushi bar:

    Kiki Sushi bar Arcadia Sushi bar Wasabi Sushi bar
    • Indirizzo: corso Ferrucci 72, TO
    • Tel: +39 011 4473812
    Cucina orientale:
    • La Giunca - cucina orientale
    • Indirizzo: corso Moncalieri 29, TO
    • Tel: +39 011 6604770
    • Chiusura: lunedi
    China Drago - cucina orientale soprattutto tailandese
    • Indirizzo: Via Sacchi 4/2, TO
    • Tel: +39 011 530044
    • Chiusura: mai

    Cucina indiana:

    Ghandi
    • Indirizzo: Corso Regio Parco 24, TO
    • Tel: +39 011 2470643
    • Chiusura: aperto tutti i giorni dalle 19.30 alle 24
    • Web: http://www.gandhi.to.it/
    Passaggio in India
  • Cucina sudamericana:
  • Churrascaria Estrela do Sul - cucina brasiliana
    • Indirizzo: Via Nizza 23, TO
    • Tel: +39 011 655892
    • Chiusura: domenica
    Sabor tropical - cucina venezuelana Volver - cucina argentina
    • Indirizzo: Via Botero 7/C, TO
    • Tel: +39 011 5660524
    • Chiusura: lunedi

    Cucina egiziana:

    Marhaba - cucina egiziana
    • Indirizzo: Via San Domenico 12, TO
    • Tel: +39 011 5214452
    • Chiusura: chiuso il venerdi a pranzo
    Shesh Kebab - take-away egiziano
    • Indirizzo: Via Bidone 12, TO
    • Telefono: +39 011 6507550
    Sindbad Kebab - take-away egiziano
    • Indirizzo: Via Milano 10, TO
    • Tel: +39 011 5216518
    • Chiusura: venerdi a pranzo

    Altre cucine:

    Kirkuk Kaffe - cucina balcanica
    • Indirizzo: via Carlo Alberto 16, TO
    • Tel: +39 011 530657
    • Chiusura: domenica
    L'angolo greco - cucina greca
    • Indirizzo: corso Vittorio Emanuele II 40, TO
    • Tel: +39 011 888855
    • Chiusura: domenica, aperto solo la sera
    Safir - cucina marocchina
    • Indirizzo: Corso Emilia 2, TO
    • Tel: +39 011 282525
    • Chiusura: martedi
    La Tavola di Babele - cucina equo-solidale Mar Rosso - cucina eritrea
    • Indirizzo: Via Silvio Pellico 8 bis, TO
    • Tel: +39 011 658236
    • Chiusura: lunedi
    Otium e Sibiriaki - cucina piemontese e siberiana
    • Indirizzo: Via Bellezia 8/g, TO
    • Tel: +39 011 4360738
    • Chiusura: lunedi
    • Walima - cucina berbera
    • Indirizzo: via Sant'Agostino 13/G, TO
    • Tel: +39 011 4310752
    • http://www.walima.it
    • Chiusura: aperto tutti i giorni, solo a cena

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